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"Non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo; è perchè non osiamo che le cose sono difficili"
Seneca

 

Per un curricolo formativo modulare

sulla base delle competenze accertate

(CFMCA)

 

 

-  Corso sperimentale  del  “Progetto a  Moduli” –Indirizzo-Elettronico-informatico 

 

 

 

 

 

 

0. Premessa

Diritto alla disuguaglianza?

 

Il sistema scolastico italiano si trova a rincorrere tutti i paesi europei ed è ormai in così forte ritardo strutturale che si dispera di fare in tempo a salvarlo. Come durata di scuola dell’obbligo, quella italiana è superata da tutti i cicli formativi dei paesi europei; mediamente uno studente europeo è obbligato a restare a scuola sino a sedici anni,  ma abbiamo anche esempi di obbligo scolastico che si protrae sino a diciotto anni (Germania,Olanda e Belgio). Si noti che anche la proposta di riforma  prevede una scuola dell’obbligo che si conclude, dopo un ciclo di nove anni (sette di scuola primaria e primi due anni di scuola secondaria), al quindicesimo anno d’età e sarebbe superata -anche dopo tale riforma- dalle scuole dell’obbligo di Belgio (13 anni), Germania (13 anni), G. Bretagna (12 anni), Lussemburgo (11 anni), Olanda (13 anni) e Spagna (11 anni ). Anche nel caso che l’obbligo fosse portato al diciottesimo anno d’età la futura scuola dell’obbligo sarebbe di 12 anni e risulterebbe ancora inferiore a quella di almeno cinque paesi Europei.

Che il livello di istruzione italiano sia assolutamente inadeguato risulta anche dal due dati rilevanti. Il primo è che quasi la metà della popolazione scolastica italiana non riesce a finire la scuola dell’obbligo (che abbiamo pur visto è tra le più brevi, solo nove anni ).

Il secondo è che il  numero dei diplomati tra i giovani  compresi nelle fasce d’età 25-35 anni sono in Italia solo il 47% contro  84% della Francia, l’86% degli Stati Uniti e della G. Bretagna e il  90% della Germania.

Una scuola che funziona male o non funziona è la prima fonte di disuguaglianza sociale. Nonostante il fatto che oggi si consideri che il welfare state negli anni 1970-1990 sia stato cospicuo e persino ingombrante, il sistema scolastico italiano non è stato in grado di assicurare uguali opportunità di studio ai suoi cittadini accontentandosi di esprimere una confusa ideologia dell'opportunità.

Non si è voluto ammettere che il solo fattore capace di ridurre le diseguaglianze di fronte all’istruzione sta nella riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali.  E’ poco verosimile che le riforme scolastiche, anche se eccellenti rispetto ad altri obiettivi, possano avere un’incidenza determinante sulle disuguaglianze di fronte alla scuola.

L’abbandono e la disaffezione verso la scuola è il risultato anche della percezione che un individuo può crearsi una posizione scolastica  più favorevole, decidendo di proseguire gli studi, ma non può allo stesso modo crearsi una posizione sociale più opportuna. Le posizioni sociali sono in gran parte predeterminate ed indipendenti dalla volontà individuale. Il malessere della scuola non è il risultato di una inadeguatezza del sistema alla richiesta di formazione della società ma il conseguente riflesso del malessere della società nel mondo della formazione e della educazione delle nuove generazioni.

 

 

Prefiggiamoci uno scopo

 

Se non si comprende questo, non si comprende perché il sistema scolastico viene spesso chiamato in causa per la sua inadeguatezza a rispondere alle nuove sfide che la società moderna pone in essere ogni giorno.

In particolare è il mondo del lavoro che prima di altri chiede una trasformazione dei compiti e degli obiettivi della formazione sociale. Una tale trasformazione, si suggerisce, dovrebbe essere guidata da obiettivi di efficienza d’uso delle risorse umane, efficienza finalizzata alle istanza del mondo produttivo. In questa accezione viene posto come centrale il problema dell’assetto economico e della ottimizzazione delle risorse conoscitive e di pensiero finalizzate a tale assetto.

Questa posizione non tiene conto che le responsabilità educative e formative della scuola devono assolvere a compito sociale assai più ampio.  In primo luogo la formazione e l’educazione dovrebbero fornire una conoscenza critica del mondo e della società umana. Non può esserci sopravvivenza senza mutazione e i giovani devono essere in grado di riflettere sul mondo che ricevono e che contribuiscono a costruire, devono porsi le domande giuste per comprendere se questo mondo è adeguato o no alla migliore sopravvivenza di se stesso.

Una componente irrinunciabile della formazione è una dialettica capacità di critica, la capacità di superare l’assetto contingente, riuscire a guardare nel futuro e muoversi verso una evoluzione storica positiva per i singoli uomini e le loro società.

Questa  apertura mentale è una componente essenziale di quel diritto alla piena cittadinanza  che viene così spesso invocato e altrettanto disatteso.

 

Per tentare un’operazione così ristrutturanteoccorre partire dalle condizioni esistenti è definire le linee operative che correggano in primo luogo le distorsioni più endemiche del sistema di formazione. In primo luogo si prenda atto che le disuguali opportunità non sono eliminabili nell’attuale sistema sociale ; il problema quindi non è una uguaglianza imposta ideologicamente nei metodi e negli obiettivi curriculari ma una tecnologia dell’insegnamento-apprendimento che vada nella direzione di ridurre le disuguaglianze esistenti. Ciò significa un reale aumento della scolarizzazione, sia elevando quanto più è possibile l’obbligo scolastico, sia sperimentando soluzioni di ingegneria scolastica che tendano a ridurre al minimo la dispersione.

Tutto ciò si declina in termini relazionali e cognitivi  Rispetto ai primi diventa necessario promuovere una socialità integrata che permette la promozione della propria autonomia, della responsabilità, che predisponga alla collaborazione, all’autostima e al rispetto e accettazione delle diversità.

In questo contesto sarà opportuno suggerire una visione relativistica e storicizzata dell’evoluzione umana senza individuare perciò nessun riferimento assoluto, e promuovendo invece una cultura del dubbio come valore euristico di conoscenza e di relazione intersoggettiva

Quanto ai secondi, diventano irrinunciabili il raggiungimento di più elevati e effettivi livelli di competenza culturale e professionale, il convincimento del valore della conoscenza per se, come promozione della propria condizione umana, il perseguimento delle proprie attitudini, non tanto per scegliere una professione ma una dinamica professionale, una modalità professionale.

La scuola deve convincere i giovani che la vita è una sfida positiva e che di questa sfida essi sono i protagonisti principali.

 

 

 

 

 

Il punto della situazione

 

Se guardiamo con disincanto alle situazioni che ci troviamo ad affrontare nelle scuole secondarie, in particolare in quelle tecniche e professionali, osserveremo che nel corso degli ultimi anni e principalmente negli anni novanta l’intervento scolastico sembra non avere più come compito prioritario la formazione  ma una sorta di alfabetizzazione, di correzione, di recupero formativo.

Un numero sempre più consistente di studenti mostra livelli di conoscenza disciplinare nelle diverse aree della conoscenza fortemente differenziati, esibiscono capacità linguistiche e possibilità di espressione  (nei diversi codici ; scritti, orali, grafici)  declinanti , evidenziano stili di lavoro,  tempi dedicati allo studio e alle letture, occasioni di scambio conoscitivo e di esperienze culturali, spazi fisici e psicologici di lavoro molto diversificati.

Allo stesso modo ci si può rendere conto di quanto diversa sia la velocità di apprendimento, memorizzazione e la corretta riproduzione di concetti e fasi operative, quanto differente la logica di lavoro e le esperienze (di gioco e interazione con il mondo) con le quali si costruiscono la propria fisionomia d’apprendimento.

Tutto ciò accade a giovani studenti che sono usciti da un ciclo di scuola dell’obbligo di otto anni, e per molti di essi tale differenze permangono anche nel corso della loro esperienza di studi medi superiori.

Non mi sembra che esistano a tutt’oggi esperienze generalizzabili che abbiano affrontato e risolto efficacemente questo problema.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Linee del progetto

Il superamento della “classe” come gruppo di lavoro

 

 

Nella scuola attuale, la principale norma di lavoro è centrata nell’attività di classe. In essa si stabiliscono le modalità con cui docente e gli studenti si confrontano. La situazione didattica si basa sulla peculiarità che i gruppi classe restano determinati per l’intero anno scolastico.

Per quanto l’insegnante sia attento alle dinamiche d’apprendimento e possa instaurare percorsi più o meno articolati, egli è ben conscio del fatto che, quanto più il gruppo è disomogeneo per competenze e capacità, tanto meno il suo intervento avrà successo.

In particolare, se preferisce una scansione di lavoro che ponga attenzione al recupero, otterrà come conseguenza di penalizzare gli studenti che hanno risorse e competenze migliori; se sceglierà di mantenere i ritmi di apprendimento degli studenti  più abilità o mediamente abili, si troverà ben presto a misurare un aumentato divario tra gli studenti più problematici e tutti gli altri.

Attualmente il problema può essere parzialmente risolto, benché in modo del tutto insoddisfacente, usando meccanismi di selezione o abbassando il livello di verifica. E’ quello che statisticamente avviene e che si può osservare guardando i risultati nei primi due anni di scuola superiore.

Alla base di questo insuccesso vi è la presunzione che uguali attenzioni pedagogiche diventino uguali opportunità di apprendimento . Non si riesce a pensare che le persone sono diverse e quindi l’offerta formativa deve essere diversa e articolata..

Chi lavora intorno ad un progetto, e la propria educazione formativa è il primo progetto complesso con cui si confrontano i giovani, deve sentirsi partecipe e protagonista. La dimensione educativa e il passaggio di valori proprio della formazione deve coinvolgere le componenti affettive/emotive dello studente.

Nell’insuccesso scolastico, nella presa di coscienza di una diversità, che si esplicita come incapacità o difficoltà di apprendimento o distonia di interessi e obiettivi rispetto a quelli perseguiti dai compagni, non vi è nulla che aiuti lo studente ad uscire dal proprio stato di impotenza.

Egli non solo non si sente protagonista, non solo vive una dimensione emotiva meno ricca, ma  percepisce nella differenza una esclusione che si trasforma spesso in atteggiamenti apertamente oppositivi.

 

Volendo porsi in un’ottica che modifichi la norma di lavoro scolastico, occorre prevedere atto che la limitata flessibilità del gruppo classe  non permette di perseguire una formazione articolata e differenziata. Diventa necessario il superamento del gruppo classe.

Per pensare questo superamento si dovrà considerare, in primo luogo, diversi percorsi formativi scanditi come fossero cammini di autonomia e autocoscienza, i quali abbiano tuttavia l’obiettivo di raggiungere  determinate e precise capacità operative, di astrazione e interpretazione.

In secondo luogo si ammetterà che lo studente debba essere compartecipe nella scelta del proprio percorso, deve poter progettare con una certa flessibilità il  curricolo scolastico personale, prendendo coscienza non solo dei propri interessi e capacità ma anche dei limiti che si configurano nel processo, dei debiti formativi che si evidenziano durante il percorso di apprendimento e della necessità del loro completo superamento.

In terzo luogo si dovrà fare in modo che lo studente prenda atto di quali opportunità ha nel percorrere curricoli disciplinari indispensabili al sapere moderno anche se non coincidono completamente con i propri interessi e capacità, tenendo soprattutto presente che queste non sono date come risolte ma sono in una fase di crescita e modificazione.

La flessibilità della proposta formativa deveconiugarsi con la corresponsabilità dei soggetti, la quale si declina nella definizione di un percorso di apprendimento a misura degli interessi e delle capacità ma non limitativo delle potenzialità future dello studente medesimo.

 

 

I gruppi di livello

 

Per rendere più efficiente rispetto alla sua funzione formativa un gruppo di lavoro sarà opportuno che la formazione iniziale di questi gruppi tenga conto in prima approssimazione delle diversità che i singoli soggetti esprimono. Così apparirebbe immediatamente incongruo porre nello stesso gruppo di matematica, di lingua inglese o di lingua italiana studenti che provengono da esperienze formative diverse e manifestano propensioni differenti di apprendimento a causa del diverso livello da cui partono.

Avviene così che alcuni studenti devono soffermarsi più di altri ad un certo livello di competenza per acquistare il backgroundnecessario a procedere in seguito più speditamente e con più soddisfacenti risultati. Il gruppo di lavoro diventa allora non il gruppo classe ma il gruppo di livello.

Dal punto di vista cognitivo in esso si ritrovano livelli di conoscenza e capacità operativa molto più omogenei, preparazioni e stili di lavoro simili, curiosità o motivazioni e interessi comparabili, ritmi di apprendimento che tutti  i componenti del gruppo possono seguire. Dal punto di vista relazionale e psicologico lo studente riceve stimoli di rinforzo derivante dal successo, non problematizza l’eventuale insuccesso (il quale è solo parziali perché si riferisce ai risultati di un singolo gruppo di lavoro e non coinvolge tutto il proprio curricolo formativo) e quindi minore sarà la frustrazione che gli deriva dal confronto con i compagni, svilupperà una maggiore abitudine al lavoro di gruppo ma nel contempo si abituerà  a rapide modifica dei gruppi di lavoro percorrendo l’esperienza di dinamiche interrelazionali di maggiore flessibilità. Egli si sentirà di appartenere più che alla sua classe, al più ampio mondo sociale della sua scuola.

 

Lo studente... deve essere un soggetto che sceglie . Una organizzazione del lavoro per gruppi di lavoro con percorsi modulari promuove:

 

§         l’innalzamento e la crescita di abilità e capacità professionali e la formazione di una moderna cultura della professione;

§           una nuova organizzazione delle discipline per livelli formativi (moduli didattici) il cui raggiungimento sia costantemente verificato;

§         l’autonomia  decisionale dei singoli e sollecita una richiesta di saperi sempre più articolata e dinamica.

§         la ricerca nella scuola superiore di una cultura della qualità e dell’eccellenza

§         il perseguire una  scuola per obiettivi, caratterizzata da

         livelli di piena competenza

         capacità comunicativa e piena estrinsecazione del rapporto sociale

         equilibrio tra volere e essere

 

§           un ripensamento sul ruolo della competenza  che è necessaria non tanto per il mondo del lavoro ma per il proprio mondo, per essere effettivamente in grado di interpretare, criticare, correggere ed eventualmente modificare il mondo.

 

 

Una ipotesi di lavoro

 

 

Una scuola organizzata per livelli di modulo manterrà un periodo scolastico scandito da cicli annuali, i quali si articolano in tre scansioni temporali di durata trimestrale durante i quali si svolgono gli insegnamenti organicamente definiti da moduli disciplinari della durata di circa 10 settimane.

Ogni modulo disciplinare è delineato da un corso curricolare di 50 ore. Oltre alle dieci settimane nelle quali si svolgono i moduli,  ciascun segmento trimestrale è completato da due settimane. La prima settimana, posta all’inizio della scansione, è necessaria per la definizione dei gruppi di lavoro ; la seconda posta alla fine, consente i tempi di verifica alla conclusione dei modulo disciplinari e la certificazione dei livelli di competenza raggiunti.

Conseguentemente il calendario annuale delle attività formative si articolerebbe come segue :

 

2a settimana di settembre Determinazione dei gruppi di modulo
  3a settimana di settembre Prima scansione temporale ( Sviluppo dei moduli)
   / 3a  settimana di novembre  
  4 a settimana di novembre Accertamento, Valutazione e certificazione dei livelli raggiunti
  1a settimana di dicembre Determinazione dei gruppi di modulo
1a settimana di dicembre / Seconda scansione temporale (Sviluppo dei moduli)
    /4a settimana di febbraio  
  1a settimana di marzo Accertamento, Valutazione e certificazione dei livelli raggiunti
2a settimana di marzo Determinazione dei gruppi di modulo
  3a settimana di marzo/ Terza scansione temporale (Sviluppo dei moduli)
     /1a settimana di giugno  
  2a settimana di giugno Accertamento, Valutazione e certificazione dei livelli raggiunti

 

La figura professionali della scuola è declinate non in termini di anni di corso ma in termini di livelli di acquisizione nelle singole discipline o attività.  In questo modo l’accesso all’esame finale può avvenire solo con il raggiungimento degli effettivi livelli di competenza richiesti.

Lo studente che intenda affrontare un esame di diploma tecnico industriale in elettronica dovrà raggiungere nel suo curriculo di studio i seguenti livelli, tenendo conto che resteranno annuali i corsi di Educazione Fisica e Religione:

 

 

 

Area linguistica/storica/filosofica

         Italiano                    livello 5

         Storia                        livello 3

         Filosofia                    livello 2

         Inglese                      livello 4

 

Area logica/scientifica

         Matematica               livello 6

         Fisica                         livello 2

         Biologia                      livello 2

 

Area Professionale

         Elettronica                livello 6

         Controlli                   livello 6

         Informatica               livello 6

         Area di Progetto       livello 3

         Telecomunicazioni   livello 3

 

Si noterà che il numero dei livelli che lo studente deve acquisire e di quarantacinque (+ 3 livelli equivalenti per l’area di Progetto) . Poiché ogni modulo disciplinare  corrisponde, se superato, alla acquisizione di un livello e al passaggio al livello  successivo nella disciplina seguita, lo studente deve superare nel corso dei tre anni  45 moduli corrispondenti ai 45 livelli differenziati secondo l’articolazione prevista dal proprio curricolo di studio.

 

Una considerazione preliminare nella esplicazione della ipotesi di lavoro è che l’intervento delle singole discipline deve essere consistente in modo che lo studente possa realizzare con l’insegnante del corso una situazione di frequentazione scolastica e di scambio/confronto molto attiva.

Per questo motivo si considera fondamentale che il piano di studi dello studente contempli la possibilità di seguire al più sei moduli (con insegnamenti diversi), ciascuno dei quali dovrà essere articolato in interventi di cinque ore settimanali (in alternativa  in  moduli con minimi di quattro ore e massimi di sei ore).

In questo modo nel periodo standard di 5 anni di corso lo studente ha la possibilità di seguire 18 moduli annuali e in totale 54 moduli nel triennio. Uno studente eccezionalmente preparato potrebbe completare il suo curricolo alla metà del quinto anno di corso. Tutti gli altri studenti hanno la possibilità di fallire nell’arco del triennio nove moduli pur non perdendo nessun anno di corso rispetto al tempo normalmente previsto per l’accesso all’esame finale. Questo significa avere la possibilità di ripercorre circa un modulo su cinque.

 

 

 

 

 

Nessun ritardo è irrecuperabile

 

L’attuale organizzazione dei curricoli penalizza spesso gli studenti che hanno acquisito crediti formativi e premia altrettanto spesso studenti che hanno evidenziato debiti formativi. I due fenomeni correlati sono il risultato della norma per la quale alla fine del corso annuale il consiglio di classe deve dichiarare se uno studente risulti promosso o non promosso alla classe successiva.

Così studenti che hanno seguito dieci discipline risultano non promossi se, per esempio non hanno raggiunto livelli di sufficienza in quattro materie. In questo caso il lavoro fatto dallo studente nelle restanti sei discipline, ovvero il suo credito formativo, viene nullificato. Se lo studente decidesse di ripetere l’anno sarebbe costretto a ripetere i corsi nei quali era stato considerato idoneo. Non è un caso che spesso questi studenti ripetendo quanto già fatto lo facciano così di malavoglia da mostrano un rendimento inferiore all’anno precedente.

Viceversa se lo stesso studente  risultasse promosso, nel seguente anno di corso difficilmente e salvo casi eccezionali sarebbe in grado di mantenere un livello di efficienza nelle dieci discipline e di recuperare contemporaneamente i quattro debiti formativi  dell’anno precedente. La sua situazione di debito formativo tende a perdurare e a peggiorare nel tempo.

E’ esattamente questa rigidità del gruppo classe che una scuola a livelli è in grado di eliminare. Ciascun studente infatti non risulta promosso o non promosso alla fine di un ciclo annuale. Tutti i suoi crediti formativi  non vengono perduti e costituiscono un risultato acquisito per il proprio curricolo formativo. Contestualmente tutti i suoi debiti formativi, che determinano le aree disciplinari in cui non ha raggiunto il livello di competenza richiesto, sono ancora da eliminare ripercorrendo lo stesso modulo  nel quale non ha raggiunto il livello richiesto. In questo caso egli ripete solo quello che deve ripetere.


 

 

 

 

 

 

 

1. Alcuni obiettivi

 

 

 

 

 

 


 

Una analisi, ancorché superficiale, che ci aiuti ad individuare degli obiettivi non può prescindere dal seguente dato di fatto

 

Una scuola per livelli di competenza è una scuola che permette agli studenti di avanzare se e solo se raggiungono gli obiettivi cognitivi, metodologici e operativi assegnati e riassegna invece un percorso del medesimo livello a chi non li raggiunge.

 

Occorre inoltre ricordare che il superamento di una prova di tipo sommativo oggettivamente rilevabile (cioè richiedente le microcompetenze di tutto il corso)  è lo strumento finale che determina il livello di competenza; essa permette di discriminare tra coloro che proseguiranno al livello di competenza successivo e  coloro che si fermeranno al livello di competenza nel quale sono situati.

 

Ma, diversamente dall'organizzazione dei gruppi di lavoro secondo l'unità standard delle classi, la segmentazione dei gruppi di lavoro in unità più specializzate (moduli) permette agli studenti di avanzare solamente in quelle discipline in cui sono sicuri e perciò stesso più motivati , con  preparazione e stili di lavoro omogenei al gruppo, curiosità e interessi di  livello comparabile.

 

Allo stesso tempo, se in una particolare disciplina dovranno ripercorrere il percorso dal livello assegnato essi non avranno la sensazione di essere respinti dall'istituzione e per essi valgono i crediti formativi acquisiti in altre discipline nelle quali avranno invece raggiunto gli obiettivi prescritti, nelle quali procederanno senza ritardi. Vivranno la sensazione positiva di essere meno in competizione, meno frustrati dalle differenze di competenza che li emargina, di essere più seguiti. Essi devono avere l'impressione che saranno aiutati e non abbandonati a se stessi, che li si crede capaci di raggiungere i medesimi obiettivi degli altri (anche se con tempi diversi), ma che per quanto riguarda le competenza da raggiungere non avranno da parte della scuola nessuno sconto. Come sottoprodotto di una tale situazione contrattuale saranno più sollecitati dal punto di vista dell'impegno in quanto non sono stati premiati se negligenti ma obbligati a soffermarsi su argomenti che hanno trascurato.

 

Possiamo dire che il percorso a moduli rende flessibilmente personale il percorso degli studi (entro limiti consuetamente accettabili)

 

 

6. Il modulo formativo

 

Una scuola per gruppi di livello prevede una precisa declinazione dell’intervento didattico in spazi temporali separati e atomizzati ma concretamente unitari. Questi “spazi” sono i moduli formativi . Una scelta preliminare nella definizioni dei moduli formativi deriva dalla considerazione che l’intervento delle singole discipline deve essere consistente in modo che il modulo risulti efficace, sia per la frequenza degli incontri settimanali con cui lo studente segue le varie materie, sia per il vantaggio derivante dalla minore dispersione di tempo nel lavoro personale, poiché il numero dei moduli disciplinari risulterà limitato.

Per questi motivi si considera fondamentale che il piano di studi dello studente contempli la possibilità di seguire al più sei moduli (con insegnamenti diversi), ciascuno dei quali dovrà essere articolato in interventi di cinque ore settimanali (in alternativa  in  moduli con minimi di quattro ore e massimi di sei ore).       

L’orario settimanale sarà poi completato dalle attività di Educazione Fisica (3 ore) da un corso opzionale scelto dallo studente (2 ore) e per chi lo desiderasse da un insegnamento religioso confessionale.

Ogni modulo disciplinare è delineato da un corso curricolare di 50 ore. Per la definizione dei moduli, ciascuna disciplina dovrà ridefinire il proprio programma quinquennale e declinarlo in termini di moduli.  La sequenza di tali moduli deve essere articolata in modo che siano verificate alcune caratteristiche e principalmente :

n     Ogni modulo è delimitato e definito in modo preciso e circostanziato rispetto agli obiettivi disciplinari da raggiungere.

n     Ogni modulo deve essere completo e conclusivo, affrontare gli argomenti in modo esaustivo, deve prevedere i test di processo e il test sommativo finale.

n     Ciascun modulo deve prevedere una serie di materiali di lavoro e di supporto, per esempio schede di lavoro , schede autocorrettive  e  di recupero e quanto altro necessario per chiarire allo studente quali sono gli obiettivi da raggiungere e i risultati attesi.

Ovviamente i supporti didattici devono essere predisposti prima ed essere a disposizione degli studenti. I test di processo e i test sommativi dovranno essere omogenei per livello di modulo. Ciò significa, per esempio, che indipendentemente da chi saranno gli insegnanti che condurranno i moduli di Inglese 4, i test di processo e il test finale devono essere uguali per tutti gli studenti che seguono quello stesso modulo.

Spetta al lavoro di programmazione degli insegnanti definire in comune il livello di tali test conformemente agli obiettivi didattici generali del corso di studi e a quelli particolari che si prefigge la scuola.