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Per un
curricolo formativo modulare
sulla base
delle competenze accertate
(CFMCA)
- Corso
sperimentale del Progetto
a Moduli Indirizzo-Elettronico-informatico
0. Premessa
Diritto
alla disuguaglianza?
Il sistema
scolastico italiano si trova a rincorrere
tutti i paesi europei ed è ormai in così
forte ritardo strutturale che si dispera
di fare in tempo a salvarlo. Come durata
di scuola dellobbligo, quella
italiana è superata da tutti i cicli
formativi dei paesi europei; mediamente
uno studente europeo è obbligato a
restare a scuola sino a sedici anni,
ma abbiamo anche esempi di obbligo
scolastico che si protrae sino a diciotto
anni (Germania,Olanda e Belgio). Si noti
che anche la proposta di riforma prevede
una scuola dellobbligo che si
conclude, dopo un ciclo di nove anni (sette
di scuola primaria e primi due anni di
scuola secondaria), al quindicesimo anno
detà e sarebbe superata -anche
dopo tale riforma- dalle scuole dellobbligo
di Belgio (13 anni), Germania (13 anni),
G. Bretagna (12 anni), Lussemburgo (11
anni), Olanda (13 anni) e Spagna (11 anni
). Anche nel caso che lobbligo
fosse portato al diciottesimo anno detà
la futura scuola dellobbligo
sarebbe di 12 anni e risulterebbe ancora
inferiore a quella di almeno cinque paesi
Europei.
Che il livello
di istruzione italiano sia assolutamente
inadeguato risulta anche dal due dati
rilevanti. Il primo è che quasi la metà
della popolazione scolastica italiana non
riesce a finire la scuola dellobbligo
(che abbiamo pur visto è tra le più
brevi, solo nove anni ).
Il secondo è
che il numero dei diplomati tra i
giovani compresi nelle fasce detà
25-35 anni sono in Italia solo il 47%
contro 84% della Francia, l86%
degli Stati Uniti e della G. Bretagna e
il 90% della Germania.
Una scuola che
funziona male o non funziona è la prima
fonte di disuguaglianza sociale.
Nonostante il fatto che oggi si consideri
che il welfare state negli anni
1970-1990 sia stato cospicuo e persino
ingombrante, il sistema scolastico
italiano non è stato in grado di
assicurare uguali opportunità di
studio ai suoi cittadini accontentandosi
di esprimere una confusa ideologia
dell'opportunità.
Non si è
voluto ammettere che il solo fattore
capace di ridurre le diseguaglianze
di fronte allistruzione sta nella riduzione
delle disuguaglianze economiche e sociali.
E poco verosimile che le
riforme scolastiche, anche se eccellenti
rispetto ad altri obiettivi, possano
avere unincidenza determinante
sulle disuguaglianze di fronte alla
scuola.
Labbandono
e la disaffezione verso la scuola è il
risultato anche della percezione che
un individuo può crearsi una posizione
scolastica più
favorevole, decidendo di proseguire gli
studi, ma non può allo stesso modo
crearsi una posizione sociale
più opportuna. Le posizioni sociali
sono in gran parte predeterminate ed
indipendenti dalla volontà individuale.
Il malessere della scuola non è
il risultato di una inadeguatezza del
sistema alla richiesta di formazione
della società ma il conseguente riflesso
del malessere della società nel mondo
della formazione e della educazione delle
nuove generazioni.
Prefiggiamoci
uno scopo
Se non si
comprende questo, non si comprende perché
il sistema scolastico viene spesso
chiamato in causa per la sua
inadeguatezza a rispondere alle nuove
sfide che la società moderna pone in
essere ogni giorno.
In particolare
è il mondo del lavoro che prima di altri
chiede una trasformazione dei compiti e
degli obiettivi della formazione sociale.
Una tale trasformazione, si suggerisce,
dovrebbe essere guidata da obiettivi di
efficienza duso delle risorse
umane, efficienza finalizzata alle
istanza del mondo produttivo. In questa
accezione viene posto come centrale il
problema dellassetto economico e
della ottimizzazione delle risorse
conoscitive e di pensiero finalizzate a
tale assetto.
Questa
posizione non tiene conto che le
responsabilità educative e formative
della scuola devono assolvere a compito
sociale assai più ampio. In primo
luogo la formazione e leducazione
dovrebbero fornire una conoscenza
critica del mondo e della società
umana. Non può esserci sopravvivenza
senza mutazione e i giovani devono essere
in grado di riflettere sul mondo che
ricevono e che contribuiscono a
costruire, devono porsi le domande giuste
per comprendere se questo mondo è
adeguato o no alla migliore sopravvivenza
di se stesso.
Una componente
irrinunciabile della formazione è una
dialettica capacità di critica, la
capacità di superare lassetto
contingente, riuscire a guardare nel
futuro e muoversi verso una evoluzione
storica positiva per i singoli uomini e
le loro società.
Questa apertura
mentale è una componente essenziale
di quel diritto alla piena cittadinanza
che viene così spesso invocato e
altrettanto disatteso.
Per tentare unoperazione
così ristrutturanteoccorre
partire dalle condizioni esistenti è
definire le linee operative che
correggano in primo luogo le distorsioni
più endemiche del sistema di formazione.
In primo luogo si prenda atto che le disuguali
opportunità non sono eliminabili
nellattuale sistema sociale ;
il problema quindi non è una uguaglianza
imposta ideologicamente nei metodi e
negli obiettivi curriculari ma una
tecnologia dellinsegnamento-apprendimento
che vada nella direzione di ridurre le
disuguaglianze esistenti. Ciò significa
un reale aumento della scolarizzazione,
sia elevando quanto più è possibile
lobbligo scolastico, sia
sperimentando soluzioni di ingegneria
scolastica che tendano a ridurre al
minimo la dispersione.
Tutto ciò si
declina in termini relazionali e
cognitivi Rispetto ai
primi diventa necessario promuovere
una socialità integrata che
permette la promozione della propria
autonomia, della responsabilità, che
predisponga alla collaborazione, allautostima
e al rispetto e accettazione delle diversità.
In questo
contesto sarà opportuno suggerire una
visione relativistica e
storicizzata dellevoluzione
umana senza individuare perciò nessun
riferimento assoluto, e promuovendo
invece una cultura del dubbio come
valore euristico di conoscenza e di
relazione intersoggettiva
Quanto ai
secondi, diventano irrinunciabili il
raggiungimento di più elevati
e effettivi livelli
di competenza culturale e
professionale, il convincimento del
valore della conoscenza per se,
come promozione della propria condizione
umana, il perseguimento delle proprie
attitudini, non tanto per scegliere una
professione ma una dinamica
professionale, una modalità
professionale.
La scuola deve
convincere i giovani che la vita è una sfida
positiva e che di questa sfida essi
sono i protagonisti principali.
Il punto
della situazione
Se guardiamo
con disincanto alle situazioni che ci
troviamo ad affrontare nelle scuole
secondarie, in particolare in quelle
tecniche e professionali, osserveremo che
nel corso degli ultimi anni e
principalmente negli anni novanta lintervento
scolastico sembra non avere più come
compito prioritario la formazione
ma una sorta di alfabetizzazione, di correzione,
di recupero formativo.
Un numero
sempre più consistente di studenti
mostra livelli di conoscenza
disciplinare nelle diverse aree della
conoscenza fortemente differenziati,
esibiscono capacità linguistiche e
possibilità di espressione (nei
diversi codici ; scritti, orali,
grafici) declinanti ,
evidenziano stili di
lavoro, tempi dedicati allo studio
e alle letture, occasioni di scambio
conoscitivo e di esperienze culturali, spazi
fisici e psicologici di lavoro molto
diversificati.
Allo stesso
modo ci si può rendere conto di quanto
diversa sia la velocità di
apprendimento, memorizzazione e la
corretta riproduzione di concetti e fasi
operative, quanto differente la logica di
lavoro e le esperienze (di gioco e
interazione con il mondo) con le quali si
costruiscono la propria fisionomia dapprendimento.
Tutto ciò
accade a giovani studenti che sono usciti
da un ciclo di scuola dellobbligo
di otto anni, e per molti di essi tale
differenze permangono anche nel corso
della loro esperienza di studi medi
superiori.
Non mi sembra
che esistano a tuttoggi esperienze
generalizzabili che abbiano affrontato e
risolto efficacemente questo problema.
1. Linee del
progetto
Il
superamento della classe come
gruppo di lavoro
Nella scuola
attuale, la principale norma di lavoro è
centrata nellattività di classe.
In essa si stabiliscono le modalità con
cui docente e gli studenti si confrontano.
La situazione didattica si basa sulla
peculiarità che i gruppi classe restano
determinati per lintero anno
scolastico.
Per quanto linsegnante
sia attento alle dinamiche dapprendimento
e possa instaurare percorsi più o meno
articolati, egli è ben conscio del fatto
che, quanto più il gruppo è disomogeneo
per competenze e capacità, tanto meno il
suo intervento avrà successo.
In
particolare, se preferisce una scansione
di lavoro che ponga attenzione al recupero,
otterrà come conseguenza di penalizzare
gli studenti che hanno risorse e
competenze migliori; se sceglierà di
mantenere i ritmi di apprendimento degli
studenti più abilità o mediamente
abili, si troverà ben presto a misurare
un aumentato divario tra gli studenti più
problematici e tutti gli altri.
Attualmente il
problema può essere parzialmente
risolto, benché in modo del tutto
insoddisfacente, usando meccanismi di
selezione o abbassando il livello di
verifica. E quello che
statisticamente avviene e che si può
osservare guardando i risultati nei primi
due anni di scuola superiore.
Alla base di
questo insuccesso vi è la presunzione
che uguali attenzioni pedagogiche diventino
uguali opportunità di apprendimento
. Non si riesce a pensare che le
persone sono diverse e quindi lofferta
formativa deve essere diversa e
articolata..
Chi
lavora intorno ad un progetto, e la
propria educazione formativa è il primo
progetto complesso con cui si confrontano
i giovani, deve sentirsi partecipe e
protagonista. La dimensione educativa e
il passaggio di valori proprio della
formazione deve coinvolgere le componenti
affettive/emotive dello studente.
Nellinsuccesso
scolastico, nella presa di coscienza di
una diversità, che si esplicita come
incapacità o difficoltà di
apprendimento o distonia di interessi e
obiettivi rispetto a quelli perseguiti
dai compagni, non vi è nulla che aiuti
lo studente ad uscire dal proprio stato
di impotenza.
Egli
non solo non si sente protagonista, non
solo vive una dimensione emotiva meno
ricca, ma percepisce nella
differenza una esclusione che si
trasforma spesso in atteggiamenti
apertamente oppositivi.
Volendo
porsi in unottica che modifichi la
norma di lavoro scolastico, occorre
prevedere atto che la limitata
flessibilità del gruppo classe non
permette di perseguire una formazione articolata
e differenziata. Diventa necessario
il superamento del gruppo classe.
Per pensare
questo superamento si dovrà considerare,
in primo luogo, diversi percorsi
formativi scanditi come fossero
cammini di autonomia e autocoscienza, i
quali abbiano tuttavia lobiettivo di
raggiungere determinate e
precise capacità operative, di
astrazione e interpretazione.
In secondo
luogo si ammetterà che lo studente debba
essere compartecipe nella scelta del
proprio percorso, deve poter progettare
con una certa flessibilità il curricolo
scolastico personale, prendendo coscienza
non solo dei propri interessi e capacità
ma anche dei limiti che si configurano
nel processo, dei debiti formativi che si
evidenziano durante il percorso di
apprendimento e della necessità del loro
completo superamento.
In terzo luogo
si dovrà fare in modo che lo studente
prenda atto di quali opportunità ha nel
percorrere curricoli disciplinari
indispensabili al sapere moderno anche se
non coincidono completamente con i propri
interessi e capacità, tenendo
soprattutto presente che queste non sono
date come risolte ma sono in una fase di
crescita e modificazione.
La flessibilità
della proposta formativa deveconiugarsi
con la corresponsabilità dei soggetti,
la quale si declina nella definizione di
un percorso di apprendimento a misura
degli interessi e delle capacità ma non
limitativo delle potenzialità future
dello studente medesimo.
I
gruppi di livello
Per
rendere più efficiente rispetto alla sua
funzione formativa un gruppo di lavoro
sarà opportuno che la formazione
iniziale di questi gruppi tenga conto in
prima approssimazione delle diversità
che i singoli soggetti esprimono. Così
apparirebbe immediatamente incongruo
porre nello stesso gruppo di matematica,
di lingua inglese o di lingua italiana
studenti che provengono da esperienze
formative diverse e manifestano
propensioni differenti di apprendimento a
causa del diverso livello da cui partono.
Avviene
così che alcuni studenti devono
soffermarsi più di altri ad un certo
livello di competenza per acquistare il
backgroundnecessario a procedere in
seguito più speditamente e con più
soddisfacenti risultati. Il gruppo di
lavoro diventa allora non il gruppo
classe ma il gruppo di livello.
Dal
punto di vista cognitivo in esso si
ritrovano livelli di conoscenza e capacità
operativa molto più omogenei,
preparazioni e stili di lavoro simili,
curiosità o motivazioni e interessi
comparabili, ritmi di apprendimento che
tutti i componenti del gruppo
possono seguire. Dal punto di vista
relazionale e psicologico lo studente
riceve stimoli di rinforzo derivante dal
successo, non problematizza leventuale
insuccesso (il quale è solo
parziali perché si riferisce ai
risultati di un singolo gruppo di lavoro
e non coinvolge tutto il proprio
curricolo formativo) e quindi minore
sarà la frustrazione che gli deriva dal
confronto con i compagni, svilupperà una
maggiore abitudine al lavoro di gruppo ma
nel contempo si abituerà a rapide
modifica dei gruppi di lavoro percorrendo
lesperienza di dinamiche
interrelazionali di maggiore flessibilità.
Egli si sentirà di appartenere più che
alla sua classe, al più ampio mondo
sociale della sua scuola.
Lo
studente... deve essere un soggetto che
sceglie . Una organizzazione del lavoro
per gruppi di lavoro con percorsi
modulari promuove:
§
linnalzamento e la crescita di
abilità e capacità professionali e la
formazione di una moderna cultura della
professione;
§
una nuova organizzazione delle discipline
per livelli formativi (moduli didattici)
il cui raggiungimento sia costantemente
verificato;
§
lautonomia decisionale dei
singoli e sollecita una richiesta di
saperi sempre più articolata e dinamica.
§
la ricerca nella scuola superiore di una
cultura della qualità e delleccellenza
§
il perseguire una scuola per
obiettivi, caratterizzata da
livelli di piena competenza
capacità comunicativa e piena
estrinsecazione del rapporto sociale
equilibrio tra volere e essere
§
un ripensamento sul ruolo della competenza
che è necessaria non tanto per il
mondo del lavoro ma per il proprio
mondo, per essere effettivamente in
grado di interpretare, criticare,
correggere ed eventualmente modificare
il mondo.
Una ipotesi
di lavoro
Una scuola
organizzata per livelli di modulo manterrà
un periodo scolastico scandito da cicli
annuali, i quali si articolano in tre
scansioni temporali di durata trimestrale
durante i quali si svolgono gli
insegnamenti organicamente definiti da moduli
disciplinari della durata di circa 10
settimane.
Ogni modulo
disciplinare è delineato da un corso
curricolare di 50 ore. Oltre alle dieci
settimane nelle quali si svolgono i
moduli, ciascun segmento
trimestrale è completato da due
settimane. La prima settimana, posta allinizio
della scansione, è necessaria per la
definizione dei gruppi di lavoro ;
la seconda posta alla fine, consente i
tempi di verifica alla conclusione dei
modulo disciplinari e la certificazione
dei livelli di competenza raggiunti.
Conseguentemente
il calendario annuale delle attività
formative si articolerebbe come segue :
| 1° |
2a
settimana di settembre |
Determinazione
dei gruppi di modulo |
| |
3a
settimana di settembre |
Prima
scansione temporale ( Sviluppo
dei moduli) |
| |
/
3a settimana di
novembre |
|
| |
4
a settimana di
novembre |
Accertamento,
Valutazione e certificazione dei
livelli raggiunti |
| |
1a
settimana di dicembre |
Determinazione
dei gruppi di modulo |
| 2° |
1a
settimana di dicembre / |
Seconda
scansione temporale (Sviluppo dei
moduli) |
| |
/4a settimana di
febbraio |
|
| |
1a
settimana di marzo |
Accertamento,
Valutazione e certificazione dei
livelli raggiunti |
| 3° |
2a
settimana di marzo |
Determinazione
dei gruppi di modulo |
| |
3a
settimana di marzo/ |
Terza
scansione temporale (Sviluppo dei
moduli) |
| |
/1a settimana di
giugno |
|
| |
2a
settimana di giugno |
Accertamento,
Valutazione e certificazione dei
livelli raggiunti |
La figura
professionali della scuola è declinate
non in termini di anni di corso ma
in termini di livelli di
acquisizione nelle singole discipline o
attività. In questo modo laccesso
allesame finale può avvenire solo
con il raggiungimento degli effettivi
livelli di competenza richiesti.
Lo studente
che intenda affrontare un esame di
diploma tecnico industriale in
elettronica dovrà raggiungere nel suo
curriculo di studio i seguenti livelli,
tenendo conto che resteranno annuali i
corsi di Educazione Fisica e Religione:
Area linguistica/storica/filosofica
Italiano
livello 5
Storia
livello 3
Filosofia
livello 2
Inglese
livello 4
Area logica/scientifica
Matematica
livello 6
Fisica
livello 2
Biologia
livello 2
Area
Professionale
Elettronica
livello 6
Controlli
livello
6
Informatica livello
6
Area di Progetto
livello 3
Telecomunicazioni livello
3
Si noterà che
il numero dei livelli che lo studente
deve acquisire e di quarantacinque (+ 3
livelli equivalenti per larea di
Progetto) . Poiché ogni modulo
disciplinare corrisponde, se
superato, alla acquisizione di un livello
e al passaggio al livello successivo
nella disciplina seguita, lo studente
deve superare nel corso dei tre anni
45 moduli corrispondenti ai 45 livelli
differenziati secondo larticolazione
prevista dal proprio curricolo di studio.
Una
considerazione preliminare nella
esplicazione della ipotesi di lavoro è
che lintervento delle singole
discipline deve essere consistente
in modo che lo studente possa realizzare
con linsegnante del corso una
situazione di frequentazione scolastica e
di scambio/confronto molto attiva.
Per questo
motivo si considera fondamentale che il
piano di studi dello studente contempli
la possibilità di seguire al più sei
moduli (con insegnamenti diversi),
ciascuno dei quali dovrà essere
articolato in interventi di cinque ore
settimanali (in alternativa in
moduli con minimi di quattro ore e
massimi di sei ore).
In questo modo
nel periodo standard di 5 anni di corso
lo studente ha la possibilità di seguire
18 moduli annuali e in totale 54 moduli
nel triennio. Uno studente
eccezionalmente preparato potrebbe
completare il suo curricolo alla metà
del quinto anno di corso. Tutti gli altri
studenti hanno la possibilità di fallire
nellarco del triennio nove moduli
pur non perdendo nessun anno di corso
rispetto al tempo normalmente previsto
per laccesso allesame finale.
Questo significa avere la possibilità di
ripercorre circa un modulo su cinque.
Nessun
ritardo è irrecuperabile
Lattuale
organizzazione dei curricoli penalizza
spesso gli studenti che hanno acquisito crediti
formativi e premia altrettanto spesso
studenti che hanno evidenziato debiti
formativi. I due fenomeni correlati
sono il risultato della norma per la
quale alla fine del corso annuale il
consiglio di classe deve dichiarare se
uno studente risulti promosso o non
promosso alla classe successiva.
Così studenti
che hanno seguito dieci discipline
risultano non promossi se, per esempio
non hanno raggiunto livelli di
sufficienza in quattro materie. In questo
caso il lavoro fatto dallo studente nelle
restanti sei discipline, ovvero il suo credito
formativo, viene nullificato. Se lo
studente decidesse di ripetere lanno
sarebbe costretto a ripetere i corsi nei
quali era stato considerato idoneo. Non
è un caso che spesso questi studenti
ripetendo quanto già fatto lo facciano
così di malavoglia da mostrano un
rendimento inferiore allanno
precedente.
Viceversa se
lo stesso studente risultasse
promosso, nel seguente anno di corso
difficilmente e salvo casi eccezionali
sarebbe in grado di mantenere un livello
di efficienza nelle dieci discipline e di
recuperare contemporaneamente i quattro debiti
formativi dellanno
precedente. La sua situazione di debito
formativo tende a perdurare e a
peggiorare nel tempo.
E
esattamente questa rigidità del gruppo
classe che una scuola a livelli è in
grado di eliminare. Ciascun studente
infatti non risulta promosso o non
promosso alla fine di un ciclo annuale.
Tutti i suoi crediti formativi
non vengono perduti e costituiscono un
risultato acquisito per il proprio
curricolo formativo. Contestualmente
tutti i suoi debiti formativi, che
determinano le aree disciplinari in cui
non ha raggiunto il livello di competenza
richiesto, sono ancora da eliminare
ripercorrendo lo stesso modulo
nel quale non ha raggiunto il livello
richiesto. In questo caso egli ripete
solo quello che deve ripetere.
1. Alcuni
obiettivi
Una analisi,
ancorché superficiale, che ci aiuti ad
individuare degli obiettivi non può
prescindere dal seguente dato di fatto
Una
scuola per livelli di competenza
è una scuola che permette agli studenti
di avanzare se e solo se raggiungono gli
obiettivi cognitivi, metodologici e
operativi assegnati e riassegna invece un
percorso del medesimo livello a chi non
li raggiunge.
Occorre
inoltre ricordare che il superamento di
una prova di tipo sommativo oggettivamente
rilevabile (cioè richiedente le
microcompetenze di tutto il corso) è
lo strumento finale che determina il
livello di competenza; essa permette di
discriminare tra coloro che proseguiranno
al livello di competenza successivo e
coloro che si fermeranno al livello di
competenza nel quale sono situati.
Ma,
diversamente dall'organizzazione dei
gruppi di lavoro secondo l'unità
standard delle classi, la
segmentazione dei gruppi di lavoro in
unità più specializzate (moduli)
permette agli studenti di avanzare
solamente in quelle discipline in cui
sono sicuri e perciò stesso più
motivati , con preparazione
e stili di lavoro omogenei al gruppo,
curiosità e interessi di livello
comparabile.
Allo stesso
tempo, se in una particolare disciplina
dovranno ripercorrere il percorso dal
livello assegnato essi non avranno la
sensazione di essere respinti
dall'istituzione e per essi valgono i crediti
formativi acquisiti in altre
discipline nelle quali avranno invece
raggiunto gli obiettivi prescritti, nelle
quali procederanno senza ritardi.
Vivranno la sensazione positiva di
essere meno in competizione, meno frustrati
dalle differenze di competenza che li
emargina, di essere più seguiti.
Essi devono avere l'impressione che
saranno aiutati e non abbandonati a se
stessi, che li si crede capaci di
raggiungere i medesimi obiettivi degli
altri (anche se con tempi diversi), ma
che per quanto riguarda le competenza da
raggiungere non avranno da parte della
scuola nessuno sconto. Come
sottoprodotto di una tale situazione
contrattuale saranno più sollecitati
dal punto di vista dell'impegno in quanto
non sono stati premiati se negligenti ma
obbligati a soffermarsi su argomenti che
hanno trascurato.
Possiamo dire
che il percorso a moduli rende
flessibilmente personale il percorso
degli studi (entro limiti consuetamente
accettabili)
6. Il
modulo formativo
Una scuola per
gruppi di livello prevede una precisa
declinazione dellintervento
didattico in spazi temporali separati e
atomizzati ma concretamente unitari.
Questi spazi sono i moduli
formativi . Una scelta preliminare
nella definizioni dei moduli formativi
deriva dalla considerazione che lintervento
delle singole discipline deve essere consistente
in modo che il modulo risulti efficace,
sia per la frequenza degli incontri
settimanali con cui lo studente segue le
varie materie, sia per il vantaggio
derivante dalla minore dispersione di
tempo nel lavoro personale, poiché il
numero dei moduli disciplinari risulterà
limitato.
Per questi
motivi si considera fondamentale che il
piano di studi dello studente contempli
la possibilità di seguire al più sei
moduli (con insegnamenti diversi),
ciascuno dei quali dovrà essere
articolato in interventi di cinque ore
settimanali (in alternativa in
moduli con minimi di quattro ore e
massimi di sei ore).
Lorario
settimanale sarà poi completato dalle
attività di Educazione Fisica (3 ore) da
un corso opzionale scelto dallo studente
(2 ore) e per chi lo desiderasse da un
insegnamento religioso confessionale.
Ogni modulo
disciplinare è delineato da un corso
curricolare di 50 ore. Per la definizione
dei moduli, ciascuna disciplina dovrà
ridefinire il proprio programma
quinquennale e declinarlo in termini di
moduli. La sequenza di tali moduli
deve essere articolata in modo che siano
verificate alcune caratteristiche e
principalmente :
n
Ogni modulo è delimitato e definito in
modo preciso e circostanziato rispetto
agli obiettivi disciplinari da
raggiungere.
n
Ogni modulo deve essere completo e
conclusivo, affrontare gli argomenti in
modo esaustivo, deve prevedere i test di
processo e il test sommativo finale.
n
Ciascun modulo deve prevedere una serie
di materiali di lavoro e di supporto, per
esempio schede di lavoro , schede
autocorrettive e di recupero
e quanto altro necessario per chiarire
allo studente quali sono gli obiettivi da
raggiungere e i risultati attesi.
Ovviamente i
supporti didattici devono essere
predisposti prima ed essere a
disposizione degli studenti. I test di
processo e i test sommativi dovranno
essere omogenei per livello di modulo. Ciò
significa, per esempio, che
indipendentemente da chi saranno gli
insegnanti che condurranno i moduli di
Inglese 4, i test di processo e il test
finale devono essere uguali per
tutti gli studenti che seguono quello
stesso modulo.
Spetta al lavoro di
programmazione degli insegnanti definire
in comune il livello di tali test
conformemente agli obiettivi didattici
generali del corso di studi e a quelli
particolari che si prefigge la scuola.
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