|
1,
Sperimentazione
Nel panorama
scolastico italiano leccezione, più
che la norma, sembra essere la regola che
ispira e guida lo sviluppo dei curricoli
della scuola superiore. Tra bienni e
trienni Brocca, progetti assistiti di
varia natura e riconfigurazioni di
percorsi diventati obsoleti parrebbe che
la scuola viva un momento di deregulation
normativa e contemporaneamente una
rivoluzionaria stagione di ridefinizione
del proprio ruolo.
Nella realtà
la presenza desperienze tanto
difformi, le quali mostrano una necessità
di cambiamento molto sentita dagli
operatori scolastici e dalle istituzioni
sociali più che dai referenti
istituzionali, dovranno ad un certo punto
essere ricondotte ad una serie di tipi
di riferimento, pur con le necessarie
flessibilità che la stessa natura, nuova
e inesplorata, delle strutture
socioeconomiche e formative impone.
Loperazione
di trasformazione è in corso dopera
e ad essa si affiancherà , secondo le
linee prospettate dallattuale
ministro, anche la riprogettazione
dei cicli scolastici (se e quando ?);
tuttavia il profilo della nuova superiore
sembra uscire in modo estemporaneo - da
tentativi e prove che ciascuna scuola o
gruppo di scuole tenteranno di attuare -
sotto lo stimolo dei decreti e delle
circolari applicative sullautonomia
scolastica.
Un grande
cantiere di sperimentazioni
è stato aperto e spetterà al ministero
e ai provveditorati dare ordine alle
multiformi esperienze in atto.
Conviene
chiarire ora, per comprendere lo spirito
delle proposte successive, analizzare dal
punto di vista epistemologico la natura
di una sperimentazione. A grandi linee
possiamo evidenziare due diversi percorsi
o disegni sperimentali. Una prima modalità
che definirei normativa e una
seconda che indicherei come paradigmatica.
Sinteticamente,
la modalità normativa e quella in cui si
cerca di verificare lestensibilità
allintero contesto di nuove
metodiche derivanti da una modifica di
paradigma ; la modalità
paradigmatica, invece, cerca le soluzioni
che modifichino il paradigma stesso, in
quanto quello esistente non soddisfa
completamente il criterio di
modellizzazione coerente della realtà e
anzi appare a volte in contrasto con essa.
Sono un
esempio di sperimentazione normativa il
progetto Brocca, i progetti assistiti,
ecc. Potrebbero essere di tipo
paradigmatico alcune sperimentazioni che
risulteranno promosse dallesigenza
di autonomia scolastica.
Mentre le
prime, per la loro natura, tendono ad
essere generaliste e pervasive in quanto
si propongono come modello estendibile a
tutte le scuole di un certo
tipo, le seconde non solo si presentano
come esperienze singolari e fuori
contesto ma nella esplorazione di
nuove strade possono realizzano il loro
obiettivo non solo rispondendo al quesito
Questo funziona ma anche,
paradossalmente (ma è il loro compito),
al quesito Questo non funziona.
La vera natura
di una sperimentazione paradigmatica
è quella, in un certo senso, di
rovesciare alcune prospettive e nodi
strutturali che sembrano consolidati ( più
per abitudine che per effettiva
funzionalità ) e di esprimere una discontinuità
con lassetto precedente.
Ovviamente
tutto questo alla luce di una necessità
che deve essere sostanziata sul piano
logico, procedurale e fattuale.
Un sistema
scolastico, di qualsiasi natura essa sia,
non può rinunciare al suo interno a sperimentazioni
paradigmatiche. Semmai occorre
controllare che tali sperimentazioni non
degenerino in una rincorsa a progetti già
in atto, già attuati o a sperimentazioni
normative poiché in tale modo
modificherebbero il loro obiettivo e
quindi la loro ragione dessere.
E ovvio
che un controllo sulloperato di una
scuola in cui si sviluppa una
sperimentazione paradigmatica deve essere
strettissimo, per poter valutare i
risultati nellottica che vi sia la
possibilità di trasferire, in un futuro
prossimo, sul piano della sperimentazione
normative le esperienze. In tale modo il
cambiamento paradigmatico si generalizza
nella globalità del sistema.
2. Una
sperimentazione paradigmatica
Da ciò che
precede appare evidente che lestensore
di queste brevi note crede nella necessità
che sopravvivano sperimentazioni di tipo
paradigmatico (poche, molto seguite e
controllate).
Alla luce di
questa necessità viene succintamente
presentata unidea di
sperimentazione che è stata indicata,
direi impropriamente, come scuola per
moduli.
In realtà lidea
di fondo è quella di definire le
strutture culturali, pedagogiche e
logistiche per una scuola della
competenza. Il modulo è, al più, la
tecnica di ingegneria formativa
sulla quale si crede di poter costruire
una scuola della competenza.
Qualora la
competenza (professionale, semi-profesionale,
culturale, disciplinare e persino
dottrinale) non sia tra gli obiettivi
futuri del sistema scolastico, questa
proposta non è dotata di significato in
un tale contesto.
3. Il punto
della situazione
Se guardiamo
con disincanto alle situazioni che ci
troviamo ad affrontare nelle scuole
secondarie, in particolare in quelle
tecniche e professionali, osserveremo che
nel corso degli ultimi anni e
principalmente negli anni novanta lintervento
scolastico sembra non avere più come
compito prioritario la formazione
ma una sorta di alfabetizzazione, di correzione,
di recupero formativo.
Un numero
sempre più consistente di studenti
mostra livelli di conoscenza
disciplinare nelle diverse aree della
conoscenza fortemente differenziati,
rivelano capacità linguistiche e
possibilità di espressione (nei
diversi codici : scritti, orali,
grafici) declinanti ,
evidenziano stili di
lavoro, tempi dedicati allo studio
e alle letture, occasioni di scambio
conoscitivo e di esperienze culturali, spazi
fisici e psicologici di lavoro molto
diversificati.
Allo stesso
modo ci si può rendere conto di quanto
diversa sia la velocità di
apprendimento, memorizzazione e la
corretta riproduzione di concetti e fasi
operative, quanto differente la logica di
lavoro e le esperienze (di gioco e
interazione con il mondo) con le quali si
costruiscono la propria fisionomia dapprendimento.
Tutto ciò
accade a giovani studenti che sono usciti
da un ciclo di scuola dellobbligo
di otto anni, e per molti di essi tale
differenze permangono anche nel corso
della loro esperienza di studi medi
superiori. Non mi sembra che esistano a
tuttoggi esperienze generalizzabili
che abbiano affrontato e risolto
efficacemente questo problema.
4. Il
superamento della classe come
gruppo di lavoro
Nella scuola
attuale, la principale norma di lavoro è
centrata nellattività di classe.
In essa si stabiliscono le modalità del
rapporto didattico tra docenti e studenti.
La peculiarità di questa modalità è
la fissità dei gruppi classe, che
restano determinati per lintero
anno scolastico.
Per quanto linsegnante
sia attento alle dinamiche dapprendimento
e possa instaurare percorsi più o meno
articolati, egli è ben conscio del fatto
che, quanto più il gruppo è disomogeneo
per competenze e capacità, tanto meno il
suo intervento avrà successo.
In
particolare, se preferisce una scansione
di lavoro che ponga attenzione al recupero,
otterrà come conseguenza di penalizzare
gli studenti che hanno risorse e
competenze migliori; se sceglierà di
mantenere i ritmi di apprendimento degli
studenti più abili o mediamente abili,
si troverà ben presto a misurare un
aumentato divario tra gli studenti
problematici e tutti gli altri.
Attualmente il
problema viene risolto, benché in modo
del tutto insoddisfacente, usando
meccanismi di selezione o abbassando il
livello di verifica. E quello che
statisticamente avviene e che si può
osservare guardando i risultati nei primi
due anni di scuola superiore.
Alla base di
questo insuccesso vi è la presunzione
che uguali attenzioni pedagogiche diventino
uguali opportunità di apprendimento
. Non si riesce a pensare che le
persone sono diverse e quindi lofferta
formativa deve essere diversa e
articolata..
Chi
lavora intorno ad un progetto, e la
propria educazione formativa è il primo
progetto complesso con cui i giovani si
confrontano, deve sentirsi partecipe e
protagonista. La dimensione educativa e
il passaggio di valori proprio della
formazione deve coinvolgere le componenti
affettive/emotive dello studente.
Nellinsuccesso
scolastico, nella presa di coscienza di
una diversità, che si esplicita come
incapacità o difficoltà di
apprendimento o distonia di interessi e
obiettivi rispetto a quelli perseguiti
dai compagni, non vi è nulla che aiuti
lo studente ad uscire dal proprio stato
di impotenza.
Egli
non solo non si sente protagonista, non
solo vive una dimensione emotiva meno
ricca, ma percepisce nella
differenza una esclusione che si
trasforma spesso in atteggiamenti
apertamente oppositivi.
Volendo
porsi in unottica che modifichi
questa norma del lavoro scolastico,
occorre prendere atto che la limitata
flessibilità del gruppo classe non
permette di perseguire una formazione articolata
e differenziata. Diventa dunque
necessario il superamento del gruppo
classe.
Per pensare
questo superamento si dovrà considerare,
in primo luogo, diversi percorsi
formativi scanditi come fossero
cammini di autonomia e autocoscienza, i
quali abbiano tuttavia lobiettivo di
raggiungere determinate e
precise capacità operative, di
astrazione e interpretazione.
In secondo
luogo si ammetterà che lo studente debba
essere compartecipe nella scelta del
proprio percorso, deve poter progettare
con una certa flessibilità il curricolo
scolastico personale, prendendo coscienza
non solo dei propri interessi e capacità
ma anche dei limiti che si configurano
nel processo, dei debiti formativi che si
evidenziano durante il percorso di
apprendimento e della necessità del loro
completo superamento.
In terzo luogo
si dovrà fare in modo che lo studente
prenda atto di quali opportunità ha nel
percorrere curricoli disciplinari
indispensabili al sapere moderno anche se
non coincidono completamente con i propri
interessi e capacità, tenendo
soprattutto presente che queste non sono
date come risolte ma sono in una fase di
crescita e modificazione.
La flessibilità
della proposta formativa deve coniugarsi
con la corresponsabilità dei soggetti,
la quale si declina nella definizione di
un percorso di apprendimento a misura
degli interessi e delle capacità ma non
limitativo delle potenzialità future
dello studente medesimo.
5.
I gruppi di livello
Il
superamento del gruppo classe può essere
fatto permettendo una aggregazione
diversa, in parte decisa in modo autonomo
dallo studente medesimo, in parte guidata
dalle sue effettive competenze e dalle
sue reali possibilità. Questa diversa
norma di lavoro è il gruppo di
livello.
Per
rendere più efficiente rispetto alla sua
funzione formativa un gruppo di lavoro
sarà opportuno che la formazione
iniziale di questi gruppi tenga conto in
prima approssimazione delle diversità
che i singoli soggetti esprimono. Così
apparirebbe immediatamente incongruo
porre nello stesso gruppo di matematica,
di lingua inglese o di lingua italiana
studenti che provengono da esperienze
formative diverse e manifestano
propensioni differenti di apprendimento a
causa del diverso livello da cui partono.
Avviene
così che alcuni studenti devono
soffermarsi più di altri ad un certo
livello di competenza per acquistare il
background necessario a procedere in
seguito più speditamente e con più
soddisfacenti risultati. Il gruppo di
lavoro diventa allora non il gruppo
classe ma, appunto, il gruppo di livello.
Dal
punto di vista cognitivo in esso si
ritrovano livelli di conoscenza e capacità
operativa molto più omogenei,
preparazioni e stili di lavoro simili,
curiosità o motivazioni e interessi
comparabili, ritmi di apprendimento che
tutti i componenti del gruppo
possono seguire. Dal punto di vista
relazionale e psicologico lo studente
riceve stimoli di rinforzo derivante dal
successo, non problematizza leventuale
insuccesso (il quale è solo
parziali perché si riferisce ai
risultati di un singolo gruppo di lavoro
e non coinvolge tutto il proprio
curricolo formativo) e quindi minore
sarà la frustrazione che gli deriva dal
confronto con i compagni, svilupperà una
maggiore abitudine al lavoro di gruppo ma
nel contempo si abituerà a rapide
modifiche dei gruppi di lavoro
percorrendo lesperienza di
dinamiche relazionali di maggiore
flessibilità. Egli si sentirà di
appartenere più che ad un gruppo di
lavoro specifico, al più ampio mondo
sociale della sua scuola.
La
scuola la cui norma di lavoro siano
i gruppi di livello è in grado di
raggiungere obiettivi di piena
competenzadisciplinare non disgiunti
da una più vasta capacità
comunicativa e piena estrinsecazione del
rapporto sociale. In particolare,
offrendo la possibilità di essere
un soggetto che sceglie, ma
confrontandosi continuamente con il
risultato del proprio lavoro e del
proprio impegno, la organizzazione per
gruppi di livello promuove un nuovo
equilibrio tra volere e essereed
è in grado più della scuola centrata
sul gruppo classe di incoraggiare lautonomia
dei singoli e sollecitare una richiesta
di un sapere sempre più articolato,
raggiungendo in tale modo una crescita di
abilità e capacità professionali e
formazione di una moderna cultura della
professione
6. Il
modulo formativo
Una scuola per
gruppi di livello prevede una
precisa declinazione dellintervento
didattico in spazi temporali separati e
atomizzati ma concretamente unitari.
Questi spazi sono i moduli
formativi. Una scelta preliminare
nella definizioni dei moduli formativi
deriva dalla considerazione che lintervento
delle singole discipline deve essere consistente
in modo che il modulo risulti efficace,
sia per la frequenza degli incontri
settimanali con cui lo studente segue le
varie materie, sia per il vantaggio
derivante dalla minore dispersione di
tempo nel lavoro personale, poiché il
numero dei moduli disciplinari risulterà
limitato.
Per questi
motivi si considera fondamentale che il
piano di studi dello studente contempli
la possibilità di seguire al più sei
moduli (con insegnamenti diversi),
ciascuno dei quali dovrà essere
articolato in interventi di cinque ore
settimanali (in alternativa in
moduli con minimi di quattro ore e
massimi di sei ore).
Lorario
settimanale sarà poi completato dalle
attività di Educazione Fisica (2 ore) da
unarea di progetto
interdisciplinare (3 ore) e per chi lo
desiderasse da un insegnamento religioso
confessionale (si fa riferimento ad un
orario scolastico di 36 ore ; nel
caso che vi sia una graduale riduzione a
orari scolastici più brevi, si dovranno
fare le necessarie riduzioni.
Ogni modulo
disciplinare è delineato da un corso
curricolare di 50 ore. Per la definizione
dei moduli, ciascuna disciplina dovrà
ridefinire il proprio programma triennale
e declinarlo in termini di moduli. La
sequenza di tali moduli deve essere
articolata in modo che siano verificate
alcune caratteristiche e principalmente :
n
Ogni modulo è delimitato e definito in
modo preciso e circostanziato rispetto
agli obiettivi disciplinari da
raggiungere.
n
Ogni modulo deve essere completo e
conclusivo, affrontare gli argomenti in
modo esaustivo, deve prevedere i test di
processo e il test sommativo finale.
n
Ciascun modulo deve prevedere una serie
di materiali di lavoro e di supporto, per
esempio schede di lavoro , schede
autocorrettive e di recupero
e quanto altro necessario per chiarire
allo studente quali sono gli obiettivi da
raggiungere e i risultati attesi.
Ovviamente
i supporti didattici devono essere
predisposti prima ed essere a
disposizione degli studenti. I test di
processo e i test sommativi dovranno
essere omogenei per livello di modulo. Ciò
significa, per esempio, che
indipendentemente da chi saranno gli
insegnanti che condurranno i moduli di
Inglese 4, i test di processo e il test
finale devono essere uguali per
tutti gli studenti che seguono quello
stesso modulo.
Spetta
al lavoro di programmazione degli
insegnanti definire in comune il livello
di tali test conformemente agli obiettivi
didattici generali del corso di studi e a
quelli particolari che si prefigge la
scuola.
7.
Una ipotesi di lavoro
Per
la natura ancora fortemente normativa e
socializzante posseduta dal biennio della
scuola superiore (e con particolare
riferimento alla unitarietà del biennio
della nostra scuola) il progetto di una scuola
della competenza è pensato per il
triennio conclusivo del corso di studi.
In tale contesto i livelli assumono anche
una particolare rilevanza per la
possibilità di lasciare allo studente
stesso uno spazio di autonomia
progettuale per il proprio curricolo.
La
scuola organizzata per livelli manterrà
un periodo scolastico scandito da cicli
annuali, i quali si articolano in tre
scansioni temporali di durata trimestrale
durante le quali si svolgono gli
insegnamenti organicamente definiti dai sei
moduli disciplinari
della durata di circa 10 settimane.
Oltre
alle dieci settimane nelle quali si
svolgono i moduli, ciascun segmento
trimestrale è completato da due
settimane. La prima settimana, posta allinizio
della scansione, è necessaria per la
definizione dei gruppi di lavoro ;
la seconda posta alla fine, consente i
tempi di verifica alla conclusione dei
moduli disciplinari e la certificazione
dei livelli di competenza raggiunti.
Conseguentemente
il calendario annuale delle attività
formative si articolerebbe come segue :
| 1° |
2a
settimana di settembre |
Determinazione
dei gruppi di modulo |
| |
3a
settimana di settembre |
Prima
scansione temporale ( Sviluppo
dei moduli) |
| |
/
3a settimana di
novembre |
|
| |
4
a settimana di
novembre |
Accertamento,
Valutazione e certificazione dei
livelli raggiunti |
| |
1a
settimana di dicembre |
Determinazione
dei gruppi di modulo |
| 2° |
1a
settimana di dicembre / |
Seconda
scansione temporale (Sviluppo dei
moduli) |
| |
/4a settimana di
febbraio |
|
| |
1a
settimana di marzo |
Accertamento,
Valutazione e certificazione dei
livelli raggiunti |
| 3° |
2a
settimana di marzo |
Determinazione
dei gruppi di modulo |
| |
3a
settimana di marzo/ |
Terza
scansione temporale (Sviluppo dei
moduli) |
| |
/1a settimana di
giugno |
|
| |
2a
settimana di giugno |
Accertamento,
Valutazione e certificazione dei
livelli raggiunti |
Le
figure professionali della scuola sono più
declinate in termini di anni di corso
ma in termini di livelli di
acquisizione nelle singole discipline o
attività. In questo modo laccesso
allesame finale può avvenire solo
con il raggiungimento degli effettivi
livelli di competenza richiesti.
Ogni
modulo disciplinare corrisponde,
se superato, alla acquisizione di un
livello e al passaggio al livello successivo
nella disciplina seguita, lo studente
deve superare nel corso dei tre anni
finali del ciclo 45 moduli corrispondenti
ai 45 livelli differenziati, secondo larticolazione
prevista dal proprio curricolo di studio.
Se
ipotizziamo, come precedentemente si è
consigliato, che lo studente possa
seguire contemporaneamente sei moduli,
nel periodo standard di 3 anni di corso
lo studente ha la possibilità di seguire
complessivamente 54 moduli.
Se
ne deduce che mentre uno studente
eccezionalmente preparato potrebbe
completare il suo curricolo in 2 anni e
mezzo di corso e accedere a pieno titolo
allesame finale, uno studente che
procede in modo normale o anche
problematico ha la possibilità di
fallire nellarco del triennio ben
nove moduli pur non perdendo nessun anno
di corso rispetto al tempo normalmente
previsto per laccesso allesame
finale. Questo significa avere la
possibilità di ripercorrere circa un
modulo su cinque.
Per
esempio uno studente che intenda
affrontare un esame di diploma tecnico
industriale in elettronica dovrà
raggiungere nel suo curriculo di studio i
seguenti livelli :
Area linguistica/storica/filosofica
Italiano
livello 5
Storia
livello 3
Filosofia
livello 2
Inglese
livello 4
Area logica/scientifica
Matematica
livello 6
Fisica
livello 2
Biologia
livello 2
Area
Professionale
Elettronica
livello 6
Controlli
livello
6
Disegno
e Progetto livello 4
Informatica
livello 5
( oppure Telecomunicazioni
livello 5)
Si noti che in
questo esempio il numero totale dei
livelli (o se si vuole dei crediti
formativi) che lo studente deve
acquisire é di quarantacinque.
8. Nessun
ritardo è irrecuperabile
Lattuale
organizzazione dei curricoli penalizza
spesso gli studenti che hanno acquisito crediti
formativi e premia altrettanto spesso
studenti che hanno evidenziato debiti
formativi. I due fenomeni correlati
sono il risultato della norma per la
quale alla fine del corso annuale il
consiglio di classe deve dichiarare se
uno studente risulti promosso o non
promosso alla classe successiva.
Così studenti
che hanno seguito dieci discipline
risultano non promossi se, per esempio
non hanno raggiunto livelli di
sufficienza in quattro materie. In questo
caso il lavoro fatto dallo studente nelle
restanti sei discipline, ovvero il suo credito
formativo, viene nullificato. Se lo
studente decidesse di ripetere lanno
sarebbe costretto a ripetere i corsi nei
quali era stato considerato idoneo. Non
è un caso che spesso questi studenti
ripetendo quanto già fatto lo subiscano
così di malavoglia da mostrare un
rendimento inferiore allanno
precedente.
Viceversa se
lo stesso studente risultasse
promosso, nel seguente anno di corso
difficilmente e salvo casi eccezionali
sarebbe in grado di mantenere un livello
di efficienza nelle dieci discipline del
nuovo corso e di recuperare
contemporaneamente i quattro debiti
formativi dellanno
precedente. La sua situazione di debito
formativo tende a perdurare e a
peggiorare nel tempo.
E
esattamente questa rigidità del gruppo
classe che una scuola a livelli è in
grado di eliminare. Ciascuno studente
infatti non risulta promosso o non
promosso alla fine di un ciclo annuale.
Tutti i suoi crediti formativi
non vengono perduti e costituiscono un
risultato acquisito per il proprio
curricolo formativo. Contestualmente
tutti i suoi debiti formativi, che
determinano le aree disciplinari in cui
non ha raggiunto il livello di competenza
richiesto, sono ancora da eliminare
ripercorrendo lo stesso modulo
nel quale non ha raggiunto il livello
richiesto. In questo caso egli ripete
solo quelle discipline e quei moduli che
ha necessità di ripetere.
Facciamo un
esempio : supponiamo che lo studente
XY iscritto al terzo anno di corso (primo
del triennio finale) debba seguire nel
primo trimestre (per il curricolo
di studio scelto) i seguenti moduli :
Italiano 1,
Matematica 1, Elettronica 1, Storia 1,
Controlli 1 e Biologia 1.
Alla fine del
trimestre affronta i test dei singoli
moduli i quali, insieme ai risultati
ottenuti durante il corso, danno il
seguente responso :
Italiano
1 .....................
livello raggiunto
Matematica
1 .............
livello non raggiunto
Elettronica
1 1 .............
livello raggiunto
Storia
1..........................
livello raggiunto
Controlli1
......................
livello non raggiunto
Biologia
1 .....................
livello non raggiunto
Lo studente XY
si trova così nella seguente situazione.
Nel secondo trimestre può iscriversi ai
moduli di livello seguenti
Italiano
2, Elettronica 2, Storia 2 ( o
altri da lui scelti dal proprio piano di
studi)
Per completare
la scelta di curricolo deve seguire altri
tre moduli. Potrebbe iscriversi di nuovo
a Matematica 1, Controlli 1
e Biologia 1 ma potrebbe anche
ritenere troppo impegnativo per le
proprie forze seguire ancora le stesse
materie, avendo lesperienza del
primo trimestre. Potrebbe per esempio
scegliere di seguire nuovamente Matematica
1, Biologia 1 e sostituire il
modulo di Controlli 1 con
quello di Informatica 1 rimandando
lacquisizione del livello 1 di Controlli
al terzo trimestre. Alla fine del secondo
trimestre si potrebbe presentare una
situazione analoga :
Italiano 2
.....................
livello non raggiunto
Matematica 1
............
livello raggiunto
Elettronica 2
................
livello raggiunto
Storia 2.........................l
livello raggiunto
Informatica 1...............
livello non raggiunto
Biologia 1
....................
livello raggiunto
Continuando a
pianificare il suo curricolo, lo studente
deciderà di seguire nel terzo trimestre
i moduli di Italiano 2, Matematica 2,
Controlli 1, Inglese 1, Fisica 1,
Informatica 1. Se alla fine dei corsi
ottenesse i seguenti risultati
Italiano 2
.......................
livello raggiunto
Matematica 2
...............
livello raggiunto
Inglese 1
........................
livello non raggiunto
Controlli 1.......................
livello raggiunto
Informatica 1.................
livello raggiunto
Fisica 1
...........................
livello non raggiunto
completerebbe
il corso del primo anno avendo acquisito11
livelli. Benché sia chiaro che lo
studente ha accumulato un certo ritardo (
per essere regolare dovrebbe procedere
superando 15 moduli annuali) lo studente
mantiene i crediti formativi
conquistati ed è in grado di valutare il
suo ritardo in modo da pianificare nei
successivi anni di corso il proprio
impegno. Inoltre ha ben evidente quali
sono le discipline nelle quali manifesta
maggiormente le sue difficoltà di
apprendimento.
Per vedere un
esempio completo viene qui di seguito
proposto una schema di percorso
curricolare seguito da uno studente
regolare che accede allesame
di diploma dopo il tempo previsto di un
triennio sebbene abbia ripetuto nel corso
del triennio tutti i nove moduli di
riserva a cui aveva diritto ( con
il simbolo l si indica un modulo non
superato, con il simbolo m un modulo
superato).
| |
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3°
anno
|
|
|
4°
anno
|
|
|
5°
anno
|
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| |
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I
|
II
|
III
|
I
|
II
|
III
|
I
|
II
|
III
|
| Italiano |
5
|
l
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m
|
|
|
m
|
m
|
m
|
|
m
|
| Storia |
3
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m
|
|
l
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m
|
|
|
m
|
|
| Filosofia |
2 |
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l
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|
m
|
|
|
|
m
|
|
| Inglese |
4 |
|
m
|
m
|
|
m
|
|
l
|
m
|
|
| Matematica |
6 |
m
|
|
m
|
m
|
m
|
|
m
|
l
|
m
|
| Fisica |
2 |
|
m
|
|
|
|
m
|
|
|
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| Biologia |
2 |
m
|
|
m
|
|
|
|
|
|
|
| Elettronica |
6 |
m
|
|
m
|
m
|
|
m
|
m
|
|
m
|
| Controlli |
6 |
l
|
|
m
|
m
|
m
|
l
|
m
|
m
|
m
|
| Informatica |
5 |
m
|
|
l
|
m
|
|
m
|
m
|
|
m
|
| Disegno
Elett. |
4 |
|
m
|
|
|
l
|
m
|
|
m
|
m
|
| Area
di progetto |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
9. Come
costruire un modulo ?
Nella fase
progettuale gli insegnanti del gruppo di
materia si trovano presto dinanzi ad un
compito che può essere vissuto come
gratificante (in quanto mette in moto la
progettualità, linventiva e la
fantasia di ciascuno di noi) ma anche
gravoso e per certi versi sconosciuto. E
il compito di definire, internamente
alla disciplina e in connessione con le
altre, che cosa sia o debba essere un
modulo.
Infatti una
scuola per moduli è qualcosa
di diverso di una scuola per classi ;
non è sufficiente supporre che basti
suddividere le unità didattiche del
corso triennale in modo che siano più o
meno contenute nel numero di moduli
previsto dal piano studi.
Il modulo ha
infatti carattere intensivo e
deve compiersi in un arco di tempo di 10
settimane. Lo studente segue solo
sei moduli e pertanto la sua
concentrazione risulterà maggiore perché
meno dispersa. Tuttavia sarà in pari
tempo più sollecitato, in quanto le
cadenze temporali e le risposte
pedagogiche sono assai diverse rispetto a
quelle di un corso annuale.
Infine il
modulo deve consegnare un livello certo
di competenze che saranno prerequisiti
irrinunciabili per linsegnante che
condurrà il modulo successivo (indipendentemente
dal fatto che sia tenuto dal medesimo
docente).
In un primo
tempo occorre determinare quale aree
disciplinari, competenze e abilità
ciascun modulo sarà in grado di
consegnare.
Il lavoro di
progettazione dovrà essere fatto a
diversi livelli di raffinamento,
scendendo via via nel particolare della
costruzione del modulo e dei suoi
materiali.
Un buon
livello di raffinamento permette di avere
a disposizione per ciascun ora dellintervento
didattico una scheda guida per linsegnante
con i materiali necessari (lucidi,
modelli, schemi, schede riassuntive) ;
sarà poi necessaria per gli studenti una
scheda di esercitazione in classe e una o
più schede per il lavoro personale che
verrà consegnato agli studenti stessi.
Sarebbe anche
opportuno che ogni esercitazione eseguita
singolarmente fosse corredata di una
scheda correttiva (da consegnare nella
lezione successiva).
In tal modo lo
studente si dovrebbe abituare ad un
lavoro autocorrettivo molto autonomo,
lasciando allinsegnante il compito
di chiarire i problemi veramente
strutturali che si evidenziassero nel
gruppo di lavoro. E anche opportuno
preparare del materiale didattico per il
recupero in itinere per i
singoli elementi concettuali che non
risultassero del tutto chiariti nel corso
degli incontri.
Un esempio
preliminare di progettazione di un modulo
e riportato nellappendice 1
10.
Criteri di scelta del numero dei moduli
Consideriamo
ora lassetto di partenza dellIstituto
Erasmo da Rotterdam di
Bollate e cerchiamo di individuare in
quale modo lattuale piano di studi
disciplinare può essere declinato in
termini di modulo. In primo luogo
calcoliamo il tempo scuola medio. Se
eseguiamo il conteggio sulla base di 35
settimane teoriche, determiniamo il
monte ore complessivo. Troveremo così
che, nel triennio, gli studenti
frequentano allincirca
n
negli indirizzi Grafico ed
Elettronico : 4000 ore
n
negli indirizzi Sociale e Edile :
3800 ore
Di
queste, 1400 ore sono rappresentate da
discipline di base (Italiano,
Storia, Filosofia, Scienze, Educazione
Fisica, Religione) mentre nel rimanente
monte ore vengono sviluppale le
discipline della base modulata[1] e
dellarea professionale, che
risultano pertanto essere :
n
negli indirizzi Grafico ed
Elettronico : 2600
ore
n
negli indirizzi Sociale e
Edile :
2400 ore
Nella
articolazione modulare, il tempo
complessivo del corso di studi risulterà,
ferma restando lipotesi di 36 ore
settimali, di circa 3780 ore. Ogni
riduzione eventualmente consigliata o
imposta dal MPI ridurrà in modo
proporzionale le risorse orarie; a una
settimana di 32 ore corrisponderà un
monte ore triennale di circa 3360.
Tuttavia,
lorganizzazione modulare definisce
un carico orario disciplinare triennale
che potrebbe essere diverso da studente a
studente.
Per
esempio uno studente che raggiunga sempre
i livelli dei singoli moduli in modo
regolare completa il suo percorso in
2880 ore (2250 di moduli, 315 si
discipline annuali , 315 di Area di
progetto); viceversa uno studente, che
utilizzi tutti i moduli di recupero
previsti dal piano, completerà il suo
percorso in 3330 ore ( 2700 di moduli,
315 si discipline annuali , 315 di Area
di progetto).
Gli
studenti del primo tipo ( o più
realisticamente gli studenti che
raggiungono risultati intermedi) potranno
usufruire di unarea di
approfondimento tematico orientato allesame
finale pari a 450 ore (al massimo), che
si riduce di 50 ore per ogni livello
disciplinare ripetuto.
E
da notare che in questa ipotesi lo
studente ha un carico orario di 36 ore
settimanali, ma su base annua il suo
carico settimanale medio è di =
31,71 ore.
Partendo
da queste considerazioni preliminari,
vediamo nel dettaglio quanti moduli
dovrebbero formare il percorso formativo
nei diversi indirizzi .
Nella
tabella 1 si sono messe in evidenza le
ore che, da un calcolo medio, ciascuna
disciplina riesce effettivamente a
svolgere sulla base di 32 settimane. Si
deve infatti considerare che nel piano
della scuola a moduli sono previste tre
settimane di prove oggettive per
certificare il raggiungimento dei livelli.
Queste ore, dedicate alla verifica, non
sono considerate come docenza
in senso stretto.
Prevedendo
una maggior efficienza dal punto di vista
didattico del modulo, le ore sono state
ridotte all80% , e in seguito
tradotte nel numero di moduli
corrispondenti. Infine una ulteriore
operazione di contrazione
a riportato i moduli teorici
in moduli reali. Questultima
operazione tiene conto che molte
competenze (di carattere soprattutto
trasversale, pluridisciplinare e
progettuale sono consegnate nellarea
di progetto, equivalente in termini orari
a circa 7 moduli )
Si
giunge così alla determinazione dei 45
moduli che definiscono il percorso
curricolare e disciplinare dei quattro
indirizzi[2]presenti
nella scuola.
ElettronicoInformatico
|
Mod
|
|
Edile-Territoriale
|
|
|
Psico-pedagogico
|
|
|
Grafico
|
|
|
|
45
|
|
|
45
|
|
|
45
|
|
|
45
|
|
| Italiano |
5
|
|
Italiano |
5
|
|
Italiano |
5
|
|
Italiano |
5
|
|
| Storia |
3
|
|
Storia |
3
|
|
Storia |
3
|
|
Storia |
3
|
|
| Filosofia |
2
|
|
Filosofia |
2
|
|
Filosofia |
3
|
|
Filosofia |
3
|
|
| Scienze |
2
|
|
Scienze |
2
|
|
Scienze |
2
|
|
Scienze |
2
|
|
| Matematica |
6
|
|
Matematica |
4
|
|
Matematica |
4
|
|
Matematica |
3
|
|
| Inglese |
4
|
|
Inglese |
4
|
|
Inglese |
5
|
|
Inglese |
4
|
|
| Fisica |
2
|
|
Fisica |
2
|
|
Fisica |
2
|
|
Fisica |
2
|
|
| Elettronica |
6
|
|
Costruzioni |
6
|
|
Pedagogia |
6
|
|
Grafica |
5
|
|
| Controlli |
6
|
|
Topografia |
6
|
|
Psicologia |
5
|
|
Pittoriche |
5
|
|
| Informatica |
6
|
|
Tecnologia |
6
|
|
Sociologia |
4
|
|
Plastiche |
4
|
|
| Tecnologia |
3
|
|
Estimo |
3
|
|
Geografia/biologia |
3
|
|
Architettura |
4
|
|
| Area
di Progetto |
7
|
(-3) |
Diritto |
2
|
|
LNV |
3
|
|
Storia
dell'arte |
4
|
|
|
|
|
Area
di Progetto |
7
|
(-3) |
Area
di Progetto |
7
|
(-1) |
Fotografia |
1
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Area
di Progetto |
7
|
(-6) |
Resta così
definito il piano di massima degli
interventi che ciascuna disciplina dovrà
strutturare sulla base degli spazi
modulari ( e quindi orari ) assegnati.
|